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Visualizzazione dei post con l'etichetta #AstroWednesday

Il secondo della creazione

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[per gentile concessione dell'autore] RESPIRA Oggi vi racconterò una storia, o forse la Storia.  Ma prima facciamo un esperimento. Guardate molto attentamente il mondo attorno a voi.  Ora chiudete gli occhi e inspirate.  Riapriteli.  È passato circa un secondo da quando avete chiuso gli occhi e il mondo attorno a voi può sembrare lo stesso di prima.  Ma non è così.  In questo secondo la popolazione mondiale è mediamente incrementata di due unità.  Nell'atmosfera sono state immesse circa 1.000 tonnellate di anidride carbonica.  La Terra ha percorso 30 Km nel suo moto attorno al Sole e quest’ultimo oltre 200 attorno al centro della Via Lattea.  Nonostante un secondo possa sembrare breve, tante cose accadono nel nostro universo in questo lasso di tempo. Questi avvenimenti, tuttavia, sono nulla se rapportati a quanto accadde nel secondo più importante che sia mai trascorso nella storia dell’universo: i...

Un viaggio nel tempo di 13 miliardi di anni seduti sul divano - Ovvero la storia di un magico sterco di uccelli – seconda parte

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[Credits: Lambda] Riprendendo il discorso da dove lo avevamo interrotto e tornando a citare l’elenco dei premi Nobel in fisica riconosciuti ai ricercatori che hanno dedicato i loro studi al fondo cosmico a microonde, nel 2006 troviamo i nomi di J. Mather e G. Smoot. Questi due scienziati sono stati i responsabili dei due principali esperimenti del satellite COBE ( Cosmic Background Explorer ), lanciato nel 1989 dalla NASA, il capostipite degli osservatori satellitari dedicati al CMB.  In questo secondo contributo mi concentrerò sul lavoro diretto da J.Mather per la realizzazione dell’esperimento FIRAS ( Far Infrared Absolute Spectrometer ). Una delle principali predizioni dei modelli cosmologici afferma che l’universo è un corpo nero, cioè si comporta come un oggetto che assorbe e riemette tutta la radiazione. Il corpo nero è caratterizzato da uno spettro di emissione che coincide con l’intero spettro elettromagnetico ed è definito da un solo parametro...

Con Parker alla scoperta del Sole

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Illustrazione della sonda Parker Solar Probe della NASA  [Credit image: NASA/Johns Hopkins APL/Steve Gribben ] Il Sole è una delle "cose" che iniziamo a disegnare sin da bambini, colorato di giallo che si staglia su un bel cielo azzurro insieme a qualche nuvola. Poi cresciamo, iniziamo ad andare a scuola e ci spiegano che quella "palla" che vediamo in cielo è una stella, come ne esistono tante altre nell'Universo; che però noi vediamo più grande semplicemente perché è la più vicina al nostro pianeta. Cresciamo ulteriormente e iniziano a spiegarci come sono fatte le stelle, la loro struttura, le diverse tipologie e i processi che ne governano l’esistenza. Capita poi che qualcuno se ne innamori particolarmente e decida di studiarle più a fondo. E allora si trova a studiare libri di centinaia di pagine dedicati a questi corpi celesti. Alla fine di questo lungo percorso uno guarda il Sole (magari non direttamente, eh!) e dice: “ Adesso s...

Il meraviglioso spettacolo di una stella che muore

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[Image Credit: NASA/GSFC ] Chi d’estate non si è mai seduto per terra, in giardino, o affacciato al balcone di casa per osservare il cielo stellato?  Magari lo avete fatto dopo una lunga giornata passata a lavorare o studiare, per cercare un po’ di tranquillità e di pace. D'altronde, il cielo sembra un posto così tranquillo, dove tutto è immobile, quieto, mentre qui sulla Terra ci affanniamo ogni giorno per correre al lavoro, per portare a termine i settemila impegni che ci siamo presi, sempre pieni di preoccupazioni.  Eppure, l’Universo è tutt'altro che quieto e immobile.  Ogni giorno avvengono eventi sconvolgenti, avvenimenti al cui confronto una bomba nucleare è il lancio di un sasso in uno stagno. Ma noi non ce ne accorgiamo… NOI! Eh sì, perché in realtà lassù, in orbita intorno alla Terra, ci sono satelliti-sentinella che si accorgono di (quasi) tutto, che registrano tutto e ci avvisano. E molto spesso capita che questi satelliti si...

Un viaggio nel tempo di 13 miliardi di anni seduti sul divano

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Ovvero la storia di uno magico sterco di uccelli – prima parte Anche se viviamo in un’era assuefatta al digitale, a molti sarà capitato di vedere la schermata della TV piena di puntini bianchi e neri quando si perde la sintonia di un canale. Ebbene, gran parte di quel segnale è rumore del dispositivo di ricezione, ma non tutto. Una parte, infatti, ha viaggiato nel tempo per oltre 13 miliardi di anni per venire a disturbarvi.  Si tratta dei fotoni della radiazione di fondo del Big Bang, uno degli strumenti più importanti della cosmologia moderna e fonte inarrestabile di assegnazione di premi Nobel, non ultimo il più recente di Jim Peebles, che ha speso la vita accademica sulla sua interpretazione teorica. Qualche fotone del fondo cosmico a microonde su un vecchio TV [da Pixabay ] Il primo capitolo di questa assurda storia ha come protagonisti (ma ne siamo sicuri?) due ingegneri della Bell che, lavorando con delle antenne (a radiofrequenza), continuavano a r...

Detriti spaziali e “sindrome di Kessler”: a che punto siamo?

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[Credits immagine: ESA ] 1957, 4 Ottobre. Dal cosmodromo di Bajkonur, nell'allora Unione Sovietica, sale un rumore fortissimo: il razzo vettore R-7 (“ Semërka ”) lancia nello spazio lo Sputnik-1, il primo satellite nella storia dell’Umanità.  Ha ufficialmente inizio l’era spaziale. Il satellite riuscirà a trasmettere il suo segnale, il caratteristico “bip”, per tre settimane ma resterà in orbita, perfettamente inoperoso, fino al 4 gennaio 1958, quando si disgregherà rientrando in atmosfera, dopo aver girato circa 1.400 volte intorno al nostro pianeta. 1969, 23 Maggio . La missione Apollo 10, la “prova generale” dell’allunaggio che avverrà di lì a poco meno di due mesi, è in pieno svolgimento.  Il modulo lunare “ Snoopy ” è arrivato fino a circa 15 Km dalla superficie lunare e Tom Stafford ha già pronunciato la storica frase “ You can tell the world that we have arrived ” (“ Potete dire al mondo che siamo arrivati ”). Rientrati nel modulo di c...

Un selfie, un’arancia e un buco nero: storia di una fotografia che ha segnato un’epoca

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La nuova spettacolare simulazione che ci ha regalato la NASA ad inizio anno scolastico ci permette di fare un bel salto indietro alla prima vera fotografia di un buco nero.  Una roba semplice fotografare un buco nero, no?  Innanzitutto viene da chiedersi da dove provenga la luce di un oggetto così esotico: sono anni che ci sentiamo ripetere che i buchi neri non permettono nemmeno alla luce di sfuggire alla loro attrazione gravitazionale, quindi quel cerchio arancione che roba è? E a proposito, le arance... Che c’entrano? In effetti sarebbe meglio dire che abbiamo fotografato i vicini di casa del signor M87, ovvero le stelle e la materia che gli stanno tenendo compagnia stiracchiate e spaghettificate nell'intorno del suo orizzonte degli eventi  (vi ricordate il discorso sulle persone che vi stanno antipatiche etc... ? NO? Date un occhio qui per vedere come sistemarle comodamente :  Le cinque curiosità che non vorreste sapere sui buchi neri )...

“Our whole Universe was in a hot, dense state…”

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[Credit image: NASA/WMAP Science Team ] Nasce. Cresce. Muore.  Nessuna persona o cosa è esente dal seguire questi tre verbi; e il nostro Universo non è da meno, sebbene all'inizio del secolo scorso gran parte dei fisici pensassero che questo fosse statico, quindi fosse sempre esistito e avrebbe continuato ad esistere per sempre.  Lo stesso Einstein nel 1917 introdusse un termine nelle sue equazioni che potesse garantire la staticità dell’Universo, la ben nota costante cosmologica (il famoso errore di Einstein). Pochi anni più tardi, nel 1929, un astrofisico americano, Edwin Hubble, scoprì che le galassie si stavano allontanando dalla Terra.  L’Universo non era quindi così “noioso” come si pensava, con le galassie fisse in determinati punti, ma era in continua evoluzione. Tuttavia questa è solamente la parte finale (per ora) del film sulla vita del nostro Universo.  Riavvolgendo il DVD vedremmo le varie galassie e ammassi di galassie a...