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I Pigmenti tra Arte e Chimica: l'Ocra Rossa.

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Pompei [di Falco , Pixabay ] Tempo di lettura: 1,20 min Immaginate un dipinto. Uno a caso tra tutti quelli che avete visto sui libri di arte, dal vivo, o perfino realizzati da voi. Sapete cosa state osservando? Andate oltre all'autore, a chi ha commissionato l’opera, al suo significato (palese e nascosto)… Cosa state guardando? Pigmenti. Pigmenti mescolati in un legante e poi protetti da una vernice. E allora analizziamoli più da vicino. Partiamo da quello, forse, più scontato: l’ocra rossa. Pigmento di origine minerale (ossido ferrico Fe 2 O 3 ) che può variare il suo colore in base al grado d’idratazione e virare dal giallo fino al bruno. È tra i pigmenti conosciuti fin dalla più remota antichità in quanto ha tre grandi vantaggi: è molto facile da reperire (dunque è economico), resiste alle alterazioni (ovvero raramente cambia di colore) e si può usare sostanzialmente in tutte le tecniche artistiche. Dalle pitture rupestri conservate nelle grotte dall'era ...