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Visualizzazione dei post con l'etichetta Silvia Achilli

Luce pe'renne

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OH OH OH, Buon Natale!  ... O meglio, buon Santo Stefano! Come dite?  Davide ieri vi ha disilluso col suo post ?  Vi ha spiegato come la fisica ucciderebbe Babbo Natale durante la vigilia di Natale? Niente paura amici di Bar Scienza, ci penso io a riportarvi un po’ di magia!  Va beh, un po’ di magia scientifica.  Ok, un po’ di scienza con un tocco di magia.  E lo farò parlandovi delle aiutanti quadrupedi di Babbo Natale: le renne.  Cometa, Cupido, Donato, Fulmine, Donnola, Saltarello, Ballerina, Freccia e Rudolph.  E qual è quella caratteristica che rende Rudolph unico? Il suo luminoso naso rosso! (Fig.1) [immagine modificata da Pixabay ] Mi sono, dunque, chiesta come sia possibile che il suo naso brilli così tanto.  A quale fenomeno scientifico potrebbe essere ricondotta tale luminosità? Mi sono data tre possibili risposte:  Fluorescenza Il naso di Rudolph potrebbe essere fluoresc...

Filo interdentale senza plastica, anyone?

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DISCLAIMER: i prodotti il cui utilizzo viene descritto in questo articolo non hanno in alcun modo finanziato né questa pagina né l'autrice dell'articolo. Ogni opinione a riguardo di essi è frutto dell'esperienza personale (e non finanziata) di Silvia. AAAAHHH  Ognuno di noi afferma di utilizzarlo tutti i giorni, ma la verità è che lo usiamo per massacrarci le gengive solo ed unicamente il giorno prima del fatidico appuntamento col dentista: è proprio lui, il maledetto filo interdentale. And guess what?   Pure lui è fatto di plastica!!  Di nylon, teflon o polietilene… Ormai la cantante Madonna dovrebbe riscrivere così una delle sue più famose hit: “Cause we're living in a polietilene world And I am a polietilene girl” Scusate, plastic non ci stava per niente bene nella canzone. Presa dallo sconforto, ho iniziato a cercare delle alternative al filo interdentale che fossero più amiche dell’ambiente, in inglese è più carino:  eco-friendly ...

Tessuti sostenibili a partire da... Bucce d'arancia?!

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Ri-ECO-ci ad una nuova puntata della rubrica #EcoFriday! Oggi vi voglio parlare di un’idea tutta italiana che prevede l’uso di… Bucce d’arancia per fabbricare vestiti!  Sì, avete letto bene.  Vi lascio un estratto di un'intervista fatta ad Adriana, la fashion product manager catanese che ha avuto questa brillante idea, perché chi meglio di una delle due ideatrici potrebbe spiegarvi il progetto?  ” Dagli scarti delle arance, ossia tutto quello che resta dopo la spremitura e la trasformazione, viene estratta la cellulosa atta alla filatura. Attraverso le nanotecnologie l’olio essenziale di agrumi viene incapsulato e fissato sui tessuti. Da qui, ha inizio un processo di rottura delle microcapsule presenti nel tessuto, in modo automatico e graduale, che comporta il rilascio delle vitamine sulla pelle così da avere un capo non solo bello ma funzionale al benessere del consumatore. Le sostanze rilasciate non sono invasive: al massimo si sente la pelle più morbid...

L’ippogrifo: quando gli antichi mischiavano animali peggio degli alcolici

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Rappresentazione dell'ippogrifo [immagine di LadyofHats - Opera propria, CC0, da Wikipedia ] Sì, lo so, lo so: tutti voi conoscono la figura dell’ippogrifo per via di Fierobecco, il simpatico volatile apparso nel terzo episodio della celeberrima saga di Harry Potter. Prima però di farvi dire da Silvia cosa racconta la Rowling di questo pseudopennuto nel suo universo popolato da gente che va in giro senza naso e bamboccioni che lo faranno sapere a loro padre, lasciatevi raccontare come nasce e si evolve questa figura mitologica. Le prime tracce certe di racconti in cui compare l’ippogrifo risalgono al periodo dell’Antica Roma: Luciano di Samosata, autore di origini siriane trapiantato fra i sofisti ateniesi del II secolo dC, descrive questi animali come bestie dal corpo di cavallo, mentre testa, ali e probabilmente zampe anteriori di aquila. Qualcuno di voi potrebbe chiedersi perché mai inventarsi un animale simile : dopo 5 anni di liceo classico, posso dirvi che ...

Pillole Eco - Mutande assorbenti

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DISCLAIMER: i prodotti il cui utilizzo viene descritto in questo articolo non hanno in alcun modo finanziato né questa pagina né l'autrice dell'articolo. Ogni opinione a riguardo di essi è frutto dell'esperienza personale  (e non finanziata) di Silvia. _ Vorrei inaugurare questa nuova rubrica parlando di un argomento socialmente accettato, in maniera indiretta e con toni pacati. O forse no.  Perché oggi, cari amici, piaccia o no, intendo parlare di MESTRUO .  Che sia o meno dovuto al peccato originale, sta di fatto che UNA VOLTA AL MESE noi donne abbiamo sbalzi di umore, vorremmo accoltellare ogni essere vivente che ci capiti a tiro, ci gonfiamo come delle mongolfiere e vorremmo morire a letto.  Ovviamente esistono donne che riescono a vivere le mestruazioni con più serenità eh, ma - guarda caso - io sicuramente NO.  Me ne vado in giro col mal di pancia, con gli amici brufoletti mestruali e vestita di nero.  Sì, vestita di n...

Un apostrofo rosa fra le parole “alobacteria” e “alga”

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Vi tuffereste in un mare rosa per un bagno veramente caldo?  Oggi vi voglio parlare delle saline della Riserva dello Stagnone di Marsala , un posto surreale situato tra Marsala e Trapani, nella nostra bella Sicilia.  Tranquilli, amici: non siete capitati in un blog di viaggio, avrete presto la vostra giusta dose di #bio quotidiana! Solo che, per oggi, la nostra scienza sarà un po’ più colorata.  Il paesaggio della Riserva dello Stagnone di Marsala è un luogo dal fascino raro, a mio parere uno dei più belli d’Italia.  I miei occhi hanno avuto il piacere di goderne durante le mie recenti vacanze siciliane, dove storia e scienza si sono mischiate in uno spettacolo indescrivibile.  Ruderi millenari, testimonianze di colonizzazione Fenicia, si alternano a mulini spagnoli del XV secolo, mentre piramidi di sale si posano, in fila, tra le acque rosa delle saline, mirabilmente contrastate dal blu della laguna.  [Per gentile concessione d...

STARNUTITE! CredetECCÌ!!!

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Conosciamo tutti il feeling : comincia con un fastidioso formicolio al naso, il respiro si fa ansimante fino all'esplosione catartica finale: lo starnuto.  Che sia dovuto a malattie o allergie varie (o semplicemente perché state guardando una luce intensa), lo starnuto è un semplice, efficace ed immediato meccanismo di difesa per espellere dal nostro corpo dei piccoli invasori e per proteggere i polmoni da possibili contaminazioni.  Permette di catapultare all'esterno un mix di corpi estranei e muco ad una velocità di ben 150 km/h ! Alzi la mano chi non ha mai soffocato uno starnuto! Tutti, almeno una volta, abbiamo cercato di contenerci, soprattutto per paura di arrecare disturbo.  Ma attenzione!! Prima di riprovare a soffocare un rumoroso mega starnuto, leggete la storia di un 34enne inglese che si è causato non pochi problemi alla gola proprio a causa di un mancato etciù .  Ve la riassumo: il protagonista di questa storia, per evitare di s...

Passiamo alle stramaledette bioplastiche!

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DISCLAIMER: i prodotti il cui utilizzo viene descritto in questo articolo non hanno in alcun modo finanziato né questa pagina né l'autrice dell'articolo. Ogni opinione a riguardo di essi è frutto dell'esperienza personale  (e non finanziata) di Silvia. Tempo di lettura: circa 8 minuti Il 10 maggio abbiamo raggiunto l’Overshoot Day.  “ To overshoot ” significa letteralmente “ oltrepassare ”, ovvero noi, esseri umani, abbiamo già esaurito le risorse che il nostro pianeta aveva da offrirci per l’anno 2019. Le conseguenze di questo “ sold out ambientale ” (magari fosse solo un concerto…) si ripercuotono non solo “ boh, là, da qualche parte nel lontano nord ” (la Groenlandia oggi ha 2 miliardi di tonnellate di ghiaccio in meno), ma anche pericolosamente vicino: piccolo esempio il ritrovamento di un capodoglio rosa, ripieno di plastiche per tutti i gusti, sulle spiagge della nostra Sicilia. Parliamo, in particolare, di questo nostro vizio irriducibile, il “ guilt...

Dolci Scoperte

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Tempo di lettura: 2,21 min I dolcificanti sono un’alternativa allo zucchero sempre più utilizzata, complici l’aumento del numero di soggetti obesi o diabetici e una maggiore attenzione a un’alimentazione equilibrata. Ma vi siete mai chiesti come ci siamo imbattuti in questi dolci composti, che zuccheri non sono? La risposta è più semplice (e meno gloriosa) di quanto possiate immaginare: per semplici distrazioni e incomprensioni da parte degli scienziati (unite, per fortuna, alla loro capacità di porsi le giuste domande)! [di Congerdesing, Pixabay ] Ecco a voi tre esempi celebri: la saccarina , il primo dolcificante artificiale, fu scoperta per caso nel 1879 dal ricercatore Constantin Fahlberg . È necessaria una premessa: all'epoca i controlli di sicurezza nei laboratori non erano sicuramente come quelli odierni, gli scienziati non erano particolarmente interessati a proteggere sé stessi e i guanti da laboratorio non erano ancora stati inventati. Il nostro Fa...