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Visualizzazione dei post con l'etichetta #PsychoMonday

Oroscopo scientifico 2020

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Finite le feste siamo ormai tornati alle nostre faccende quotidiane, carichi di aspettative e buoni propositi per l’anno nuovo che puntualmente finiranno nel dimenticatoio dopo poche settimane. Ma c’è una cosa che più di tutte caratterizza l’arrivo di un nuovo anno, il futuro. È inutile fingere di non sapere di cosa sto parlando, lo so benissimo che in un qualche momento della vostra vita aprendo il giornale alla pagina degli oroscopi, li avete letti, pensando: “chissà...”. Piccola parentesi. Così sarebbe dovuto iniziare questo articolo se l’avessi scritto a inizio anno. Tuttavia la gente legge oroscopi tutti i giorni; inoltre è, purtroppo, recente la notizia della comparsa online dei primi oroscopi a tema coronavirus, su quali siano i segni zodiacali più esposti alla nuova epidemia. Quindi ci faremo andare bene questa introduzione.  Fine della parentesi E noi di Bar Scienza potevamo farci scappare un’occasione del genere?  Assolutamente no, quindi prepara...

La sindrome dell'impostore: quando il maggior accusatore di te stesso sei proprio tu

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Essere sicuri di sé e “sapersi vendere” sono diventati fattori essenziali per poter accedere al mondo del lavoro, forse più dell’essere qualificati per il lavoro stesso. Risultare sicuri ad un colloquio di lavoro è forse proprio la prima regola da seguire per poterlo ottenere. Come dicono gli Inglesi blow your own trumpet , o, a modo nostro, canta le tue lodi. Risultare sicuri, però, non significa necessariamente sentirsi adeguati. Infatti, un fenomeno molto comune, soprattutto tra professionisti di successo, è la sindrome dell’impostore . Vale a dire, quella sensazione per la quale ci si sente inadeguati a ricoprire il ruolo conseguito, ci si sente degli imbroglioni e spesso si vive nell'ansia di “essere scoperti”. [di  John Noonan   da   Unsplash ] Per chi ne soffre, non è importante quanti siano i successi o i traguardi raggiunti. L’impostore penserà sempre che sia stata fortuna, o solo il frutto di intenso lavoro, ma mai bravura. L’impostore penser...

Perché andare in terapia?

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[di Wokandapix da Pixabay ] Per molto tempo ho ritenuto, a torto, la psicologia e le discipline affini come poco attendibili e quasi stregonesche.  Il pregiudizio negativo è stato consumato progressivamente dalla conoscenza dell'argomento.  Ho iniziato con film e serie TV in cui venivano impiegate tecniche come il "profiling" del serial killer di turno, diventando così un grande appassionato de " Il silenzio degli innocenti ".  Dai gialli e polizieschi, sono passato a dei testi divulgativi degli esperti del settore, sempre adoperando l'approccio pragmatico e concreto del chimico quale sono.  Mi sono ricreduto perché ho trovato davvero giovamento dalle informazioni che sono riuscito a trarre dai libri: in particolare la pratica della meditazione ha davvero cambiato il mio modo di interagire con gli altri, ma soprattutto con me stesso.  Adoro la Scienza e riuscire a veicolare questa passione tramite la ricerca, la divulgazione e l'...

La filosofia: pensieri sempre attuali

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Tra i vari aspetti che più intrigano nello studio del pensiero umano, certamente risalta l’attualità.  Cosa vogliamo intendere però con “attualità”?  Sicuramente molti di noi, studiosi e appassionati di ogni genere, siamo stati colpiti una, o magari più di una volta, dall'attualità di un pensiero formulato molto prima di noi e molto prima rispetto alla situazione per la quale riteniamo quella stessa riflessione attuale.  Possiamo spaziare molto negli ambiti in cui questo accade: gli esempi a cui faremo riferimento, in questo caso, sono stati presi dal campo filosofico.  [di Enrico Ghislieri, da fotocommunity ] Iniziando da un pensiero non troppo in là con il tempo propongo l’idea di modernità liquida, nonché di società liquida formulata dal grandissimo pensatore polacco Zygmunt Bauman .  Per Bauman la caratteristica fondamentale della modernità, nonché della società in cui viviamo è proprio la sua “liquidità”.  In breve sintetiz...

Alla ricerca dello spirito natalizio

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Quando si parla di “magia del Natale”, possono essere tante le cose da tenere in considerazione.  Si tratta sicuramente di un momento percepito diversamente rispetto ad altri periodi dell’anno, almeno nell'immaginario collettivo medio, per chi è cresciuto nel mondo di stampo occidentale con tradizioni cattoliche. Pubblicità, commercio e tradizioni locali hanno fatto molto per portare ulteriori icone da associare al Natale ed è proprio questo il punto. Ci sono canzoni, lucine, addobbi, tavole imbandite, pacchetti colorati, cibo e abiti che richiamano questo periodo di festa; ma come reagiamo a tutte queste cose?  Possiamo in qualche modo “misurare” il nostro coinvolgimento?  Che emozioni vi suscita questa immagine? [di Giftpundits.com, da pexels.com ] Alcuni scienziati hanno provato a rispondere a queste domande, con una piccola ricerca che rappresenta una buona base per futuri approfondimenti, riuscendo a trarre qualche conclusione.  Lo scopo...

Desideri fuori controllo: il gancio in mezzo al cielo.

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“ La parola è la luce dell'umanità, e la luce è la parola della natura. ” [Giovanni Battista Niccolini] Qualche lunedì fa abbiamo visto quanto il fenomeno del suicidio sia interconnesso, in chiave patologica, a molteplici elementi in diretto rapporto con la società, come desideri, aspettative e competizione.  Ci ha aiutato in questo uno dei padri della Sociologia, Durkheim , attraverso i suoi studi e le classificazioni del fenomeno che, pur con un margine d’incertezza, contribuiscono alla razionalizzazione del problema. Infatti, per poter agire concretamente al fine di ridurre il numero di persone vittime di questa condizione, non è sufficiente essere dotati di empatia e spiccata sensibilità. Occorre adottare un approccio più tecnico. Ce ne possiamo rendere conto in prima persona: se abbiamo a che fare con un depresso e abbiamo la sensazione che abbia la malsana intenzione di togliersi la vita, improvvisamente non sappiamo più come comportarci e ci chiediam...

Sport e scienza: quanto l’uno salva l’altra?

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Ciao Jonathan! Che sport pratichi? Come e quando ti sei avvicinato a questo mondo? Ho iniziato a fare sport in modo discontinuo da quando avevo 13 anni. Ho praticato karate a livello amatoriale per 3 anni e, dopo il trasferimento in un’altra città, ho praticato judo a livello amatoriale per 4-5 anni fino a quando non ho iniziato l’università a Padova. Sin da quando ti sei iscritto in università hai pensato alla possibilità di iniziare un Dottorato? Oppure è un’idea che si è “plasmata” negli anni? Di cosa ti occupi? Francamente è da quando ero bambino che ho sempre voluto “fare lo scienziato”.  A 14 anni circa ho deciso che la mia strada sarebbe stata la chimica. Questo fa un po’ ridere: ho intrapreso lo studio di questa materia perché volevo costruire armi.  A 18 anni ero arrabbiato con tutti, specialmente con me stesso perché mi sentivo solo, incompreso e debole.  Lo studio di sostanze chimiche in grado di avvelenare o esplodere mi dava l’illusione...

Internet e social media: ne siamo dipendenti? Piccola "dieta digitale" per passi.

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[Immagine di ​ GraphicMama-team ​ da ​ Pixabay ​]  Avete mai sperimentato quella sensazione di vivere come se foste “bullizzati” dalle continue notifiche del vostro smartphone? Avete anche provato a staccarvene fisicamente, ma spesso senza successo?  Avete l’ansia da like: cercate la “botta di adrenalina” nel vedere che il vostro post sta diventando virale? Oppure non ne potete più di arrivare esausti a sera, con la batteria al 2% fisso ogni giorno, e la strisciante sensazione di non aver combinato nulla nella giornata? Se non volete cimentarvi nella nobile arte del “lancio del cellulare” ma se, a volte, sentite il desiderio di scappare, che so, nel Sud Est asiatico, alla ricerca di qualche hotel dove lo smartphone vi venga requisito all'ingresso, potrebbe darsi che abbiate un problema.  Possiamo chiamarla “dipendenza”?  La questione è ancora dibattuta: fra le specifiche pubblicazioni sull'argomento, c’è chi ritiene esistano 5 tipi spe...

Fake news e scienza: due parole con Paolo Attivissimo

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Paolo Attivissimo al festival "UniverCity" [per gentile concessione dell'autore] Il 28 Settembre, a Genova, per il festival “ UniverCity ” dedicato a “ La società delle fake news ”, si è tenuto un incontro con Paolo Attivissimo, giornalista e debunker della radio televisione svizzera. Chi scrive ha abbandonato il bancone del Bar Scienza per andare a scambiare due chiacchiere sul posto. Incontriamo Attivissimo nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale: Paolo è bello carico, che pregusti la focaccia di fine evento?  Comincia la conferenza: dopo una necessaria carrellata di esempi di fake news , tra le quali il sempreverde “ asteroide sfiorerà la Terra ”, e divagazioni sul ruolo del titolista e sulle traduzioni, si arriva al dunque.  Bufale, fake news (o disinformazione) e leggende metropolitane non sono proprio la stessa cosa. In comune hanno il fatto di essere “informazioni”: dimostrabili come false; diffuse dai media; con forte imp...

Disturbo Dissociativo di Identità: parlano Loro

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Si parla spesso di Disturbo dissociativo d’identità in libri e film, ma poco conosciamo come venga vissuta questa condizione nella realtà. Abbiamo intervistato un “Loro” per farci raccontare la loro esperienza diretta. [di Mauro Mora, da Unsplash ] Numerosi film, documentari, libri e articoli sono nati dalla curiosità e dall'interesse che suscita il Disturbo Dissociativo D’Identità (DDI). Basti pensare ai recenti Split (2016) e il suo seguito Glass (2019) del regista M. Night Shyamalan, che raccontano di Kevin Wendell Crumb e delle sue 23 personalità. Infatti con il nome di DDI si intende il disturbo che fino al 1994 (anno di pubblicazione del DSM-IV) veniva chiamato Disturbo della Personalità Multipla. Il DDI si caratterizza per la presenza di almeno due personalità distinte all'interno della stessa persona , tanto che in alcune culture viene descritto come una possessione spiritica. Il senso di sé non è continuativo, tanto che quanto conosciuto da...

La nostalgia come fonte di emozioni

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Vi sarete accorti tutti, da solerti utenti social, appassionati di cinema o amanti del Winner Taco , che da diversi anni a questa parte e per diverse ragioni, è stata promossa una marcata tendenza al richiamo al passato, che ha ispirato iniziative e progetti di vario genere. Non sto parlando delle leggi della moda e mi auguro che a nessuno venga più in mente di indossare jeans a zampa d’elefante o le “ Buffalo ”: quel mondo segue altre regole. In realtà, sicuramente sotto una decisiva spinta derivante da indagini di mercato, in differenti situazioni si è venuto a creare un attento richiamo a prodotti legati ai “bei tempi passati”, ad anni più floridi, simbolo di quella semplicità che, probabilmente, un pianeta interconnesso, insieme alle nostre viziose abitudini, ha contribuito a cancellare. Pulmino Volkswagen T2, un’icona mondiale dei richiami nostalgici. Ormai diventato un brand,  è prevista l’uscita di una versione elettrica nel 2022 [ Pexels ]   Perc...

Desideri fuori controllo: società, aspettative e fallimenti

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[di Johnhain, da Pixabay ] " ...L'unica gioia al mondo è cominciare.  È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante... " [C. Pavese - morto suicida all'età di 42 anni] Tempo fa abbiamo parlato di Durkheim e dei suoi studi circa le relazioni e le problematiche che possono insorgere tra individui e società, se si vive in un contesto lavorativo o sociale carente di regole chiare.  L'insoddisfazione e la frustrazione che le persone si possono trovare ad affrontare, le sottopongono a sforzi non indifferenti, anche dal punto di vista psico emotivo.  Chiaramente, nella maggior parte dei casi, gli uomini possono contare sulla capacità di analizzare e comprendere la realtà che li circonda, ed escogitano soluzioni e adattamenti anche nelle situazioni più drammatiche. Talvolta però, avviene qualcosa di terribile e alcuni individui decidono di togliersi la vita. Per tutti coloro che vivono coi piedi ben ancorati alla real...