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Tre nomi influenti nella storia della medicina

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[per gentile concessione dell'autrice] Molti sono i nomi significativi di scienziati che hanno segnato, con le loro scoperte e intuizioni, vere e proprie pietre miliari nel mondo della Medicina, oggi ve ne presento tre. IPPOCRATE (460-375 A.C) Per aver avuto l’intuizione di associare l'osservazione dei segni clinici a conclusioni razionali , Ippocrate è considerato il padre della medicina occidentale.  Uno dei fondamenti della medicina ippocratica è il principio di « forza curatrice naturale », che vede il corpo umano animato da una forza vitale tendente per natura a riequilibrare le disarmonie apportatrici di patologie.  Secondo questa concezione, la malattia e la salute di una persona dipendono da circostanze insite nella persona stessa, non da agenti esterni o da superiori interventi divini.  Egli fu anche il primo a studiare l'anatomia e la patologia, per farlo applicò la dissezione sui cadaveri. inventò la cartella clinica, teorizzò la necessit...

Radioattività: una questione di equilibrio

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Il 1 Marzo del 1896, ovvero qualche “annetto” fa, Antoine Henri Becquerel (Parigi, 15 dicembre 1852 – Le Croisic, 25 agosto 1908) espose all'Accademia delle scienze di Parigi la scoperta della radioattività, portandolo così ad ottenere il premio Nobel per la Fisica nel 1903 “ in riconoscimento degli straordinari servizi che ha reso con la sua scoperta della radioattività spontanea ”.  Ma la vera domanda è: perché la radioattività è così importante per la scienza moderna ? Io direi intanto di fare un passo indietro, ovvero, andiamo prima a comprendere cosa s'intende per radioattività! Per poter capire meglio la radioattività possiamo immaginare un equilibrista, sospeso su una fune da terra, con in mano un'asta ed agli estremi di quest'asta dei pesi, che però non gli permettono di rimanere in equilibrio.  Cosa farà istintivamente il nostro acrobata a questo punto? Cercherà di lasciar andare dei pesi per poter rimanere in stabilità e raggiungere la parte opp...

Lo “stupefacente” anniversario della morte di Albert Niemann

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Targa commemorativa [di Kassandro, da Wikipedia ] Kassandro [CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)] 19 gennaio 1861, il chimico e farmacista tedesco Albert Friedrich Emil Niemann esala il suo ultimo respiro. “ Ok, ma a noi che ci frega? Non è per cattiveria, ma: chi era ?” chiederete voi. Se il suo nome non vi dice nulla, probabilmente quello della molecola da lui scoperta è in grado di raccontarvi tante storie: stiamo parlando della cocaina . Alcaloide ottenuto dalle foglie della coca ( Erythroxylum coca ), pianta nativa del Sud America, è una sostanza stupefacente che agisce sia come potente stimolante del sistema nervoso centrale, che da vasocostrittore e anestetico. Qualche accenno storico… Per secoli le popolazioni originarie dell’America del Sud fecero uso delle foglie della pianta di coca contro la fame e nel corso di liturgie religiose come anestetico locale. Già, perché trapanare il cranio poteva risultare difficoltoso se la pe...

“Much Ado About Nothing”: quando realizzi che zenzero e limone non curano i tumori.

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Lavorando in un’azienda farmaceutica che sviluppa farmaci antitumorali, mi viene spesso chiesto: “ È vero che esiste una cura definitiva per il cancro ma le aziende farmaceutiche la nascondono ?” La risposta è sempre quella: NO! Ad oggi una cura universale per il cancro non esiste . Quotidianamente combatto la mia personale crociata contro le fake news su Facebook, scrivendo in privato a quei contatti che condividono notizie relative alla panacea di turno, che sia il bicarbonato, il limone, l’aloe e chi più ne ha,più ne metta. Le risposte che ricevo sono indice di quanto la gente sia disinformata. Istruzione e buon senso a parte, mi sono chiesto perché (così come tanti altri argomenti) le notizie riguardanti queste malattie vengono condivise senza un’analisi oggettiva del contenuto.  La risposta che mi sono dato è una sola: il cancro fa paura! Le persone condividono questi contenuti in buona fede, generando però la falsa speranza che una malatti...

Le grandi intuizioni della medicina: la storia di Alice Ball

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Alice Augusta Ball (1892-1916) [autore sconosciuto, da Wikipedia ] I riccioli neri fuoriescono dal tocco, leggermente arruffati come ci si aspetta da chi passa la maggior parte del suo tempo in laboratorio, con la testa china avvolta nei pensieri; gli occhi, grandi e scuri, esprimono una serietà e una fierezza rari.  È stata una grande determinazione, unita alla sua genialità, a portare Alice August Ball a diventare la prima donna afroamericana a laurearsi all'Università delle Hawaii, nel 1915. Alice nasce a Seattle nel 1892, da una famiglia benestante. Il nonno era James Presley Ball, nome che dovrebbe suonare familiare a chi ha studiato fotografia, mentre il padre era un abile avvocato.   Alice ha invece una spiccata abilità nelle scienze; all'università di Washington ottiene in 4 anni una laurea in Chimica farmaceutica ed una in Farmacologia.  È  un portento ed una studentessa modello, tant'è che avrà la possibilità di entrare nella...

Quando sei un PhD student e ti chiedono: “e quindi, cosa fai nella vita?”

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Questa è la prima di una serie di interviste che spero di riuscire a realizzare.  Per diversi motivi, ma principalmente perché mi daranno la possibilità, se utilizzerò le domande come giusti strumenti, di mostrarvi il lato “umano” della scienza, una parte che molto spesso viene a essere dimenticata. Provate a googlare “ how people see scientists ” e divertitevi a leggere i risultati. Le persone che popolano il mondo della scienza sono… Persone. E io ho deciso che non voglio spiegarvelo a parole, ma con i fatti, parlando con di loro, mostrandovi i diversi aspetti della loro vita. Oggi conosceremo meglio Kelly Bugatti, una delle nostre autrici più prolifiche e curiose. Bando alle ciance, partiamo con le domande! La nostra eroina alle prese con un ChemTwister  post laurea [per gentile concessione di Kelly] Ciao Kelly, di sicuro linkerò qui la tua bio, ma ti va di raccontarci brevissimamente di cosa ti occupi nel vasto mondo della scienza? Ciao! C...

A volte ritornano (e pure più forti di prima)

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Ore 7:00, suona la sveglia. “ Ora mi alzo. Faccio colazione. Ah! Devo ricordarmi di prendere la Paroxetina… Anzi, sai una cosa? Oggi non la prendo. Magari nemmeno domani. Alla fine, è da un po’ che sto bene! Ma sì dai, smetto… Poi prendere troppi farmaci fa pure male. ” Ore 7.00 di qualche giorno dopo, suona la sveglia. “ Sì, mi alzo. Mi alzo e vado al lavoro. Che poi ho miliardi di cose da fare, accidenti, e ho solo 8 ore per farle! Se poi no riesco a finire?! Dai faccio qualche straordinario. Sì, ma poi mi stanco e domani non rendo, faccio il lavoro male e il capo mi sgrida. Magari mi licenzia pure! Non posso stare senza lavoro! Devo pagare l’affitto! Aiuto. Che ansia. Non riesco a respirare. Caspita. Non ce la farò mai! ” [di TeroVesalainen, da Pixabay ] Anche una scelta presa alla leggera come quella di interrompere una terapia farmacologica può comportare delle conseguenze piuttosto pesanti. Oggi voglio parlarvi appunto di questo, in particolare dell’effetto...

Una possibile via comune per la cura delle malattie neurodegenerative

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Sono circa 600 mila le persone in Italia affette dal morbo di Alzheimer, il 4% della popolazione over 65. [immagine di Matthias Zomer da Pexel.com ] Il termine “neurodegenerazione” in medicina indica un danno cronico e irreversibile ai neuroni, le principali cellule del sistema nervoso.  A livello clinico, il malfunzionamento neuronale porta a due tipi di conseguenze: l’atassia, cioè l’incapacità di coordinare il movimento e la demenza, che in termini scientifici indica una serie di problemi cognitivi. Nell'uomo sono molte le malattie caratterizzate da questi meccanismi. Tutte rappresentano un serio problema sanitario a livello mondiale in quanto, nonostante qualche piccolo segnale incoraggiante, non è ancora stata trovata una cura efficace e il loro impatto sulla vita del paziente e dei suoi familiari è sicuramente gravoso sia per l’effetto della malattia in sé, sia per ciò che comporta a livello economico, assistenziale e sociale. Recentemente un rapporto del...

CineMedicine: "Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo"

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Questa non è la recensione di un film che spero la maggior parte di voi abbia guardato - ci sarà un motivo se si tratta di uno dei 3 film nella storia del cinema, ad aver vinto tutti e 5 gli Oscar principali... Oltre ad innumerevoli altri premi... Fidatevi! - ma è il racconto di una pagina grigia della storia della medicina, attraverso la mirabile interpretazione di Jack Nicholson, nei panni di un presunto malato psichiatrico nell'America degli anni ‘60.  Il protagonista Randle Patrick McMurphy (Jack Nicholson) viene ricoverato nell'ospedale psichiatrico di Salem (cittadina nello stato dell’Oregon, la stessa della “caccia alle streghe” ... Coincidenze?) per attestare la veridicità della sua malattia mentale, ed è proprio qui, nel “nido del cuculo”, che tutto il film è ambientato.  McMurphy intreccia numerose amicizie con gli altri degenti della struttura (sordomuti, violenti, depressi e balbuzienti) e li incita a non arrendersi alla loro condizione, a pensare che la ...

STARNUTITE! CredetECCÌ!!!

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Conosciamo tutti il feeling : comincia con un fastidioso formicolio al naso, il respiro si fa ansimante fino all'esplosione catartica finale: lo starnuto.  Che sia dovuto a malattie o allergie varie (o semplicemente perché state guardando una luce intensa), lo starnuto è un semplice, efficace ed immediato meccanismo di difesa per espellere dal nostro corpo dei piccoli invasori e per proteggere i polmoni da possibili contaminazioni.  Permette di catapultare all'esterno un mix di corpi estranei e muco ad una velocità di ben 150 km/h ! Alzi la mano chi non ha mai soffocato uno starnuto! Tutti, almeno una volta, abbiamo cercato di contenerci, soprattutto per paura di arrecare disturbo.  Ma attenzione!! Prima di riprovare a soffocare un rumoroso mega starnuto, leggete la storia di un 34enne inglese che si è causato non pochi problemi alla gola proprio a causa di un mancato etciù .  Ve la riassumo: il protagonista di questa storia, per evitare di s...

DNA e privacy: le problematiche della medicina personalizzata.

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Tempo di lettura: 3,86 min Come promesso nell'articolo sulla farmacogenomica , in relazione al discorso sulla privacy legata alla medicina personalizzata, oggi cerchiamo di chiarire quali sono le problematiche legate alla diffusione delle informazioni sul DNA. L’argomento è vasto e non sarò in grado di spiegarvi ogni particolare, ma è come quando una pinna di squalo si muove in direzione della vostra zattera; basta anche solo osservare la superficie per rendersi conto del problema.  Cosa c’è scritto nel nostro DNA? DNA nel modello a doppia elica, proposto da Watson e Crick nel 1953 [di LaCasadeGoethe, Pixabay ] Nel nostro codice genetico, per chi sa interpretare i dati, c’è scritto chi siamo, come siamo fatti, da dove proveniamo e, molto importante, dove stiamo andando: ossia qual è il percorso evolutivo del nostro organismo, in particolare, e della nostra specie in generale.  Il DNA, custode delle informazioni che ci riguardano, è presente in quasi tutti ...